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Un sito dove confrontare, senza pregiudizi ideologici, le diverse opinioni sul welfare Il welfare to work
In Italia solo il 18% delle persone che perdono lavoro o che non riescono a trovarlo ha un sistema assicurativo - un ammortizzatore sociale - che copra questo rischio con un sussidio per il tempo strettamente necessario per cercare un nuovo lavoro o per adattare le proprie competenze alla domanda del mercato. I più esposti sono proprio i lavoratori assunti con contratti flessibili, a tempo determinato. Scriveva Marco Biagi che occorre "disporre anche in Italia di un nuovo assetto della regolazione e del sistema di incentivi e ammortizzatori, che concorra a realizzare un bilanciamento tra flessibilità e sicurezza". Occorre, quindi, disporre di un sistema assicurativo per i periodi di disoccupazione generalizzato e universale, che superi gli attuali ammortizzatori e che tuteli anche i lavoratori flessibili e precari, ma che non produca abusi e non scoraggi la ricerca di un lavoro. Occorre un nuovo welfare, un nuovo patto sociale che vincoli l'erogazione di ammortizzatori sociali, di formazione personalizzata e di servizi per il collocamento, al concorso attivo del disoccupato nella ricerca del lavoro. Si chiama welfare to work quel sistema di diritti e doveri in cui il disoccupato o inoccupato viene aiutato con un sussidio economico, con la formazione professionale, con il collocamento e con altre misure, in cambio deve impegnarsi nella ricerca del lavoro e accettare i posti che gli sono offerti; nel caso non rispetti questo accordo il sussidio è ridotto o soppresso. Questo sito nasce dalla volontà di confrontare, senza pregiudizi ideologi, le diverse opinioni sul welfare e di offrire documenti, ricerche e opinioni sui temi del lavoro, dell'istruzione e della formazione. Cos'è il W2W Il sistema di protezione sociale denominato welfare to work (W2W) è stato concepito e adottato per la prima volta nel Regno Unito per ridurre gli effetti collaterali negativi del welfare sul mercato del lavoro, in particolare degli aiuti in denaro. L'entità e le modalità di erogazione del sussidio possono, infatti, scoraggiare l'accettazione di un posto di lavoro e determinare così il prolungamento cronico dello stato di disoccupazione e costi inaccettabili per la collettività. Con il termine welfare to work si comprende quell'insieme di misure nel campo del lavoro, della fiscalità, della formazione, dell'istruzione e dell'assistenza che mirano ad accompagnare i settori più deboli e svantaggiati della popolazione in età lavorativa dalla condizione di dipendenza dai sussidi all'inserimento nel mercato del lavoro. In sostanza si stabilisce un accordo in base al quale si condiziona la erogazione di sovvenzioni, di formazione e di altri aiuti all'effettiva disponibilità del beneficiario a entrare o rientrare nel mondo del lavoro. Si tratta quindi di un sistema di diritti e doveri: il disoccupato o inoccupato viene aiutato dallo Stato con un sussidio economico, con la formazione professionale, con il collocamento e con altre misure, in cambio deve impegnarsi nella ricerca del lavoro e accettare i posti che gli sono offerti; nel caso non rispetti questo accordo il sussidio è ridotto o soppresso. Il modello del W2W non si basa solo sulla sanzione, ma si fonda su una serie di incentivi e disincentivi che rendano sempre meno conveniente contare sul sussidio. Oltre alle misure tipiche di accompagnamento al lavoro, il welfare to work prevede, infatti, altre modalità d'intervento come il riorientamento del sistema scolastico e formativo verso le esigenze di gruppi selezionati di utenti e la definizione di un particolare mix tra il livello dei sussidi, delle retribuzioni e del prelievo fiscale sui redditi in modo da rendere sempre più conveniente l'attività lavorativa rispetto alle misure di assistenza. Altre misure di sostegno alla famiglia e l'assistenza abitativa devono rendere conciliabile, specialmente per le donne, il lavoro con la vita privata e facilitare la mobilità nel territorio. |
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Welfare to Work Un nuovo patto che vincola l'erogazione di ammortizzatori sociali, di formazione personalizzata e di servizi per il collocamento al concorso attivo del disoccupato nella ricerca del lavoro. |
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